Loreto da vedere... Itinerario lauretano

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Iniziamo la nostra visita dal Belvedere o Piazzale Giovanni Paolo II da cui si può ammirare la Valle del Musone, dove avvenne la famosa Battaglia di Castelfidardo (18 settembre 1860) tra le milizie pontifice e quelle piemontesi. Sullo sfondo si può vedere il promontorio del Monte Conero.
Scala Santa. È segnata lungo il percorso da 15 edicole con rappresentazioni bronzee dei Misteri del Rosario, realizzate da Guarino Roscioli. Lo stesso artista realizzò la statua bronzea della Madonna di Loreto che si trova all'inizio della salita. Il percorso pedonale congiunge la parte alta della città, sorta sul Monte Prodo, con quella più in basso, in prossimità della Stazione Ferroviaria.
Lungo la strada si incontra il Cimitero Polacco. E' dedicato a 1100 soldati polacchi caduti lungo il territorio dell'Adriatico, da Pescara alla linea gotica, durante la Seconda Guerra Mondiale.
Cinta Muraria. Fu voluta da Leone X per proteggere la "Villa di Santa Maria in Loreto" dall'assalto dei Turchi. È caratterizzata dalla presenza di due grandi bastioni circolari e due pentagonali (1518 - 1521).
Si entra nell'antica città passando da Porta Marina. Fu costruita fra il 1523 e il 1534, ed arricchita fra il 1617-24 da Giovanni Branca con elementi provenienti dalla demolizione del vecchio cimitero.
Sul primo bastione che si incontra è nato nel 1926, in memoria dei caduti in guerra, il Parco della Rimembranza. Bel punto panoramico da cui ammirare ancora una volta la Valle del Musone e, dall'altra parte, l'imponente parte absidale della Basilica della Santa Casa. Nel parco vi sono sistemati dei cannoncini della II Guerra Mondiale.
Costeggiando la strada verso destra si prende il Vicolo degli stemmi chiamato così per la presenza di diversi stemmi di papi e vescovi che hanno lasciato anche in questo modo il loro segno distintivo nella città mariana. Si può osservare parte dell'antica pavimentazione originaria.

La Piazza   TORNA SU

Palazzo Apostolico. Dalla caratteristica forma a “L”, poiché mancante del braccio meridionale mai realizzato, fu costruito a partire dalla fine del XV secolo. Si sviluppa su due ordini, il primo corrispondente al porticato, in ordine dorico; il secondo, corrispondente al loggiato o piano nobile, di ordine ionico.
Palazzo Illirico.  Chiamato così perchè fu adibito a collegio per ospitare gli studenti provenienti dall’Illiria. (sec. XVII)
Fontana Maggiore: realizzata su progetto di Carlo Maderno e Giovanni Fontana (1604-14), le sculture bronzee furono realizzate dai fratelli Giacometti.
Facciata della Basilica: progettata da Giovanni Boccalini nel 1571, fu portata a termine nel 1587 da Lattanzio Ventura. Di particolare rilievo sono le tre porte bronzee volute dal Card. A.M. Gallo. Quella di sinistra fu realizzata da Tiburzio Vergelli nel 1596; la centrale è opera di Antonio Lombardo (1610); e quella di destra è di Antonio Calcagni (1600). La statua bronzea della Vergine con il Bambino fu realizzata da Girolamo Lombardo nel 1583.
Statua di Sisto V di A. Calcagni con la collaborazione di T. Vergelli (1589).
Campanile alto 67 metri circa, fu realizzato da Luigi Vanvitelli nel 1770 - 1775.
Cupola della Basilica: terza cupola in Italia per grandezza, dopo quelle di San Pietro in Roma e Santa Maria del Fiore a Firenze. Voltata il 23 maggio 1500 da Giuliano da Sangallo.

La Basilica della Santa Casa TORNA SU
Santa Casa
e' la reliquia che fa di Loreto la meta di pellegrinaggi da tutto il mondo. (Se vuoi conoscerne la storia clicca qui). Nella nicchia si venera la statua della Vergine Lauretana, opera di L. Celani (1922), la quale sostituì quella originaria del XIV secolo, andata distrutta in un incendio (1921). La Santa Casa fu affrescata all'interno con dipinti votivi del XIV secolo.
Rivestimento marmoreo progettato da Donato Bramante (1506 c.a.) a somiglianza dell' "Ara Pacis", come se si trattasse di un grandioso e prezioso reliquiario. Fu realizzato grazie alla compartecipazione di molti scultori (1511-1538): A. Sansovino, B. Bandinelli, R. da Montelupo, N. Tribolo, F. da Sangallo, D. D'Aima, I fratelli Lombardo e i fratelli Della Porta, A. da Sangallo.
E' ornato dalle figure dei Profeti e delle Sibille, racchiusi entro nicchie, e da scene della vita di Maria. Di particolare rilievo sono l'Annunciazione del Sansovino, che fa da pala all'altare maggiore; e la Traslazione della S. Casa, nella parte posteriore del complesso scultoreo, con la rappresentazione del "miracoloso" trasporto così come narrato dalla tradizione popolare. Si tratta di uno dei complessi scultorei monumentali più importanti del rinascimento italiano.
Cupola fu affrescata tra il 1890-1907 da Cesare Maccari con le raffigurazioni delle Litanie Lauretane e delle Storie dell'Immacolata. Parte dei precedenti affreschi del Pomarancio sono nel Museo Pinacoteca.
Cappelle absidali: nove cappelle che si irradiano intorno alla Santa Casa. In passato erano decorate con affreschi e dipinti su tela di vari artisti del XVI e del XVII secolo (oggi esposte al Museo Pinacoteca). Alla fine dell' 800, a seguito dei restauri della chiesa, le cappelle furono affrescate con il contributo dei cattolici di varie nazioni del mondo, per questo oggi sono dedicate a quelle nazioni. Parteciparono alla decorazione importanti pittori quali: L. Seitz, M. Faustini, C. Donati, A. Gatti, B. Biagetti, C. Lameire, B. Steffanina.
Cappella dei Duchi di Urbino. È l'unica cappella sopravvissuta ai restauri del XIX secolo. Fu affrescata da Taddeo Zuccari nel 1582 e decorata con splendidi stucchi dal Brandani. La pala d'altare era la famosa Visitazione di Federico Barocci (1580). Oggi se ne può vedere una copia in mosaico del XVIII secolo, mentre l'originale si trova presso i Musei Vaticani.
Sagrestia di San Luca
arredatati con splendidi armadi intarsiati del XVI secolo. Da qui si passa per accedere nella Cripta del S. Crocifisso.
Sagrestia di San Marco. Fu affrescata dal Melozzo da Forlì (1477-1479) con angeli che sorreggono gli strumenti della Passione e Profeti nella volta, e l'Ingresso di Geù a Gerusalemme alle pareti. 
Sagrestia di San Giovanni. Fu affrescata da Luca Signorelli (1481-1485) con la rappresentazioni di angeli musicanti nella volta, gli Apostoli e l'Incredulità di S.Tommaso alle pareti, e La conversione di Saulo nel sovrapporta. Sono di sua mano anche i monocromi che si trovano sulla volta della navata centrale della basilica.
Cappella del Battistero fonte battesimale di T. Vergelli (1600-1607), e affreschi del Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio (1612-1615).
Andito della Sagrestia Nuova decorata con eleganti stucchi di F. Selva (sec. XVII), custodisce una collezione di dipinti di vari artisti tra cui Guido Reni e Simone Cantarini.
Sagrestia Nuova o Sala del Tesoro. La Sala è nata per custodire i doni votivi che sono giunti per secoli alla Vergine Lauretana. Gli affreschi e la pala d’altare sono di Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio (sec. XVI).
Basilica inferiore o Cripta dei Santi Pellegrini: l'ampio ambiente è stato recuparato in occasione del Giubileo del 2000. L'altare è stato realizzato recuperando dei mensolini antichi. La croce processionale è stata creata da Valeriano Trubbiani e donata dall’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. La porta d'ingresso in cui è rappresentata l'Annunciazione ad ante chiuse, il Trasporto della Santa Casa e la Vergine Lauretana ad ante aperte, è opera di Massimo Aranci.

La città TORNA SU
“Via dei Coronari” (Corso Boccalini)
L’antica denominazione era dovuta alla presenza di coronari lungo la via, cioè di artigiani, spesso donne, che inanellavano gli acini dei rosari sedute fuori dalle loro botteghe.
Lungo il Corso si incontrano diversi negozi che propongono i prodotti enogastronomici tipici di Loreto e della Regione Marche. Potrete anche trovare un ricca produzione di argenti, oggettistica religiosa, ceramiche, creazioni tessili, ecc. che ricalcano la antica tradizione artigianale lauretana.
Lungo la via si incontra il Palazzo della Provincia oggi Palazzo Municipale. Costruzione di gusto rinascimentale attribuita a Marino di Marco Cedrino per la parte inferiore, e a Giuliano da Maiano, per quella suiperiore.

Piazza Garibaldi
In fondo al Corso si trova la piazza dedicata a Giuseppe Garibaldi. Il busto rappresentante l'eroe risorgimentale è di Ettore Ferrari. Sulla piazza si affacciano la sala espositiva e il cinema-teatro. Ci troviamo sul Bastione del Comune o, detto anche, del Sangallo.
Il palazzo sulla sinistra è l'ex-palazzo comunale, costruito alla fine del XVI secolo. La Torre Civica fu realizzata per volontà del protettore della Sanata Casa, Card. A. Barberini, nel XVII secolo, ma la merlatura fu rifatta alla fine del XIX secolo.
Porta Romana fu costruita da Pompeo Floriani nel 1590 circa, a sostituzione della Porta Osimana (oggi chiusa). Le decorazioni sculturee sono state realizzate da Simone Cioni. In particolare le due statue rappresentanti Profeti erano destinate al Rivestimento marmoreo della Santa Casa.
Usciti da Porta Romana ci troviamo su Piazza Leopardi o Piazza dei Galli
Montereale. (Via Fratelli Brancondi)
Si tratta della via che passando per Recanati arriva fino a Roma. E' ciò che resta dell'ambizioso progetto di Sisto V di ampliare la città di Loreto, detta "addizione sistina".
Fontana dei Galli. Commissionata dal Card. A. M. Gallo fu decorata con quattro galletti e un drago bronzei di Tarquinio e Pietro Paolo Iacometti (1514-16).
Loggiato vanvitelliano. Attribuito al famoso architetto della Reggia di Caserta perchè fu realizzato durante la presenza a Loreto di Luigi Vanvitelli per vari lavori, tra cui la costruzione del campanile del Santuario.
Obelischi. Eseguiti da Pompeo Floriani nel 1590 per orientare i pellegrini verso Roma, difatti erano posti ai lati di Porta Romana. Furono dedicati al Card. Gallo.

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