Loreto da vedere... Itinerario lauretano
Iniziamo la nostra visita dal Belvedere
o Piazzale Giovanni Paolo II da cui si può ammirare
Scala Santa. È
segnata lungo il percorso da 15 edicole con rappresentazioni bronzee dei Misteri
del Rosario, realizzate da Guarino Roscioli. Lo stesso artista realizzò la
statua bronzea della Madonna di Loreto che si trova all'inizio della salita.
Il percorso pedonale congiunge la parte alta della città, sorta sul Monte
Prodo, con quella più in basso, in prossimità della Stazione Ferroviaria.
Lungo la strada si incontra il Cimitero Polacco.
E' dedicato a 1100 soldati polacchi caduti lungo il territorio dell'Adriatico,
da Pescara alla linea gotica, durante
Cinta Muraria.
Fu voluta da Leone X per proteggere la "Villa di
Santa Maria in Loreto" dall'assalto dei Turchi. È caratterizzata
dalla presenza di due grandi bastioni circolari e due pentagonali (1518 -
1521).
Si entra nell'antica città passando da Porta Marina.
Fu costruita fra il 1523 e il 1534, ed arricchita fra il 1617-24 da Giovanni
Branca con elementi provenienti dalla demolizione del vecchio cimitero.
Sul primo bastione che si incontra è nato nel
Costeggiando la strada verso destra si prende il Vicolo
degli stemmi chiamato così per la presenza di diversi stemmi di papi
e vescovi che hanno lasciato anche in questo modo il loro segno distintivo
nella città mariana. Si può osservare parte dell'antica pavimentazione originaria.
Palazzo Apostolico.
Dalla caratteristica forma a “L”, poiché mancante del braccio
meridionale mai realizzato, fu costruito a partire dalla fine del XV secolo.
Si sviluppa su due ordini, il primo corrispondente al porticato, in ordine
dorico; il secondo, corrispondente al loggiato o piano nobile, di ordine ionico.
Palazzo Illirico.
Chiamato così perchè fu adibito a collegio per ospitare gli studenti provenienti
dall’Illiria. (sec. XVII)
Fontana Maggiore:
realizzata su progetto di Carlo Maderno
e Giovanni Fontana
(1604-14), le sculture bronzee furono realizzate dai fratelli Giacometti.
Facciata della Basilica: progettata da Giovanni
Boccalini nel 1571, fu portata a termine nel 1587 da Lattanzio Ventura. Di
particolare rilievo sono le tre porte bronzee volute dal Card. A.M. Gallo.
Quella di sinistra fu realizzata da Tiburzio Vergelli nel 1596; la centrale
è opera di Antonio
Lombardo (1610); e quella di destra è di Antonio Calcagni
(1600). La statua bronzea della Vergine con il Bambino
fu realizzata da Girolamo
Lombardo nel 1583.
Statua di Sisto V
di A. Calcagni
con la collaborazione di T. Vergelli (1589).
Campanile alto
Cupola della Basilica:
terza cupola in Italia per grandezza, dopo quelle di San Pietro in Roma e
Santa Maria del Fiore a Firenze. Voltata il 23 maggio 1500 da Giuliano da Sangallo.
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Santa Casa e' la reliquia che fa
di Loreto la meta di pellegrinaggi da tutto il mondo. (Se vuoi conoscerne
la storia clicca
qui). Nella nicchia si venera la statua
della Vergine Lauretana, opera di L. Celani (1922), la quale sostituì
quella originaria del XIV secolo, andata distrutta in un incendio (1921).
Rivestimento marmoreo progettato da Donato Bramante
(1506 c.a.) a somiglianza dell' "Ara Pacis", come se si trattasse
di un grandioso e prezioso reliquiario. Fu realizzato grazie alla compartecipazione
di molti scultori (1511-1538): A. Sansovino, B. Bandinelli, R. da Montelupo,
N. Tribolo, F. da Sangallo, D. D'Aima, I fratelli Lombardo e i fratelli Della
Porta, A. da Sangallo.
E' ornato dalle figure dei Profeti e delle Sibille, racchiusi entro nicchie, e
da scene della vita di Maria. Di particolare rilievo sono l'Annunciazione del
Sansovino, che fa da pala all'altare maggiore; e
Cupola fu affrescata tra il 1890-1907 da Cesare Maccari
con le raffigurazioni delle Litanie Lauretane e delle Storie dell'Immacolata.
Parte dei precedenti affreschi del Pomarancio sono nel Museo Pinacoteca.
Cappelle absidali:
nove cappelle che si irradiano intorno alla Santa Casa. In passato erano decorate
con affreschi e dipinti su tela di vari artisti del XVI e del XVII secolo
(oggi esposte al Museo Pinacoteca). Alla fine dell'
Cappella dei Duchi di Urbino.
È l'unica cappella sopravvissuta ai restauri del XIX secolo. Fu affrescata
da Taddeo Zuccari nel
1582 e decorata con splendidi stucchi dal Brandani. La pala d'altare era la famosa
Visitazione di Federico Barocci (1580). Oggi se ne può vedere una copia in
mosaico del XVIII secolo, mentre l'originale si trova presso i Musei Vaticani.
Sagrestia di San Luca arredatati con
splendidi armadi intarsiati del XVI secolo. Da qui si passa per accedere nella
Cripta del S. Crocifisso.
Sagrestia di San Marco.
Fu affrescata dal Melozzo
da Forlì (1477-1479) con angeli che sorreggono
gli strumenti della Passione e Profeti
nella volta, e l'Ingresso di Geù a Gerusalemme
alle pareti.
Sagrestia di San Giovanni.
Fu affrescata da Luca Signorelli (1481-1485)
con la rappresentazioni di angeli musicanti nella
volta, gli Apostoli e l'Incredulità
di S.Tommaso alle pareti, e La conversione di
Saulo nel sovrapporta. Sono di sua mano anche i monocromi che si trovano
sulla volta della navata centrale della basilica.
Cappella del Battistero fonte battesimale
di T. Vergelli
(1600-1607), e affreschi del Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio
(1612-1615).
Andito della Sagrestia Nuova decorata con
eleganti stucchi di F. Selva (sec. XVII), custodisce una collezione di dipinti
di vari artisti tra cui Guido Reni e Simone Cantarini.
Sagrestia Nuova o Sala del Tesoro.
Basilica inferiore o Cripta dei Santi Pellegrini:
l'ampio ambiente è stato recuparato in occasione del Giubileo del
La città
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“Via dei Coronari” (Corso Boccalini)
L’antica denominazione era dovuta alla presenza di coronari lungo la via,
cioè di artigiani, spesso donne, che inanellavano gli acini dei rosari sedute
fuori dalle loro botteghe.
Lungo il Corso si incontrano diversi negozi che propongono i prodotti
enogastronomici tipici di Loreto e della Regione Marche. Potrete anche trovare
un ricca produzione di argenti, oggettistica religiosa, ceramiche, creazioni
tessili, ecc. che ricalcano la antica tradizione artigianale lauretana.
Lungo la via si incontra il Palazzo della Provincia
oggi Palazzo Municipale. Costruzione di gusto
rinascimentale attribuita a Marino di Marco Cedrino per la parte inferiore,
e a Giuliano da Maiano, per quella suiperiore.
Piazza
Garibaldi
In fondo al Corso si trova la piazza dedicata a Giuseppe Garibaldi. Il busto
rappresentante l'eroe risorgimentale è di Ettore Ferrari. Sulla piazza si
affacciano la sala espositiva e il cinema-teatro. Ci troviamo sul Bastione del Comune o, detto anche, del Sangallo.
Il palazzo sulla sinistra è l'ex-palazzo comunale, costruito alla fine del
XVI secolo.
Porta Romana fu costruita da Pompeo Floriani
nel 1590 circa, a sostituzione della Porta Osimana (oggi chiusa). Le decorazioni
sculturee sono state realizzate da Simone Cioni. In particolare le due statue
rappresentanti Profeti erano destinate al Rivestimento marmoreo della Santa
Casa.
Usciti da Porta Romana ci troviamo su Piazza Leopardi
o Piazza dei Galli
Montereale.
(Via Fratelli Brancondi)
Si tratta della via che passando per Recanati arriva fino a Roma. E' ciò che
resta dell'ambizioso progetto di Sisto V di ampliare la città di Loreto, detta
"addizione sistina".
Fontana dei Galli.
Commissionata dal Card. A. M. Gallo fu decorata con quattro galletti e un
drago bronzei di Tarquinio
e Pietro Paolo
Iacometti (1514-16).
Loggiato vanvitelliano. Attribuito al famoso
architetto della Reggia di Caserta perchè fu realizzato durante la presenza
a Loreto di Luigi
Vanvitelli per vari lavori, tra cui la costruzione del campanile
del Santuario.
Obelischi.
Eseguiti da Pompeo Floriani
nel 1590 per orientare i pellegrini verso Roma, difatti erano posti ai lati
di Porta Romana. Furono dedicati al Card. Gallo.